Tesi del centesimo.


Prendo spunto da una splendida, come al solito, battuta* di Oscar Wilde, che recita “Ogni volta che la gente è d’accordo con me provo la sensazione d’aver torto” per divertirmi a scrivere una delle mie tesi. Il concetto non è nuovo, ma a qualcuno potrebbe interessare la mia elaborazione.

TESI DEL CENTESIMO (o teoria della pecora nera).

Poniamo che 99 dicono A e uno solo, che chiamerò X, dice B.
In questa situazione é fin troppo facile per i 99 pensare che X si sbagli. Gli sembra cosí ovvio che sulla cosa non c’è bisogno nemmeno di riflettere. Viceversa X si domanda inevitabilmente il perché, come mai sia l’unico a pensarla diversamente, mettendosi in dubbio. Ragionando sul motivo dei 99.
Posto che tutti e 100 sono d’intelligenza pari, nel caso in cui X in seguito perseverasse nella sua opinione, diventerebbe (secondo logica) il primo a dover essere considerato o ascoltato, in quanto l’unico a ragionarci approfonditamente.
Il punto è, a prescindere da chi abbia ragione, che nella maggior parte dei casi nei 99 non c’è nessuno che cerchi di capire cosa spinge X a pensarla diversamente. E se tra questi anche ci fossero uno o due a interessarsi alle ragioni di X, gli altri 98 o 97 li vedrebbero probabilmente con cattivo occhio.
Dunque l’insegnamento che ho ricevuto da Wilde è che quando si è fermamente convinti di una cosa e, guardandosi intorno, ci si accorge di essere in molti, bisogna come minimo porsi qualche domanda.
*La maggiorparte degli aforismi ironici (che sono battute o estratti da romanzi o piece teatrali poi riportate col tempo come citazioni, oppure, al contrario, frasi scritte apposta per esprimere un concetto molto ampio in poche righe o parole) a qualcuno possono sembrare fini a se stessi, belli, simpatici, giochi di parole, da raccontare, ma quasi sempre vogliono dire cose molto più complesse e anche se se ne intuisce il senso superficiale, quello stesso serve solo come indicazione all’apertura di strade ben più profonde.

Altre citazioni:

“La minoranza ha sempre ragione” (Karl Kraus)
Kraus adotta una frase già di Ibsen (ne Il nemico del popolo): “La maggioranza non ha mai ragione. Mai, ho detto. Com’è composta la maggioranza degli abitanti di un paese? Di persone intelligenti o d’imbecilli? Siamo tutti d’accordo, io credo, nel rispondere che gli imbecilli costituiscono una maggioranza schiacciante, in tutto il vasto mondo. Ma allora, che diavolo, non può essere giusto che gli imbecilli dominino sugli intelligenti, mai e poi mai! (Grida, rumori) Sì, sì, potete coprire la mia voce coi vostri bercii, ma non potete contraddirmi. La maggioranza ha il potere, purtroppo, ma non ha la ragione. La ragione ce l’ho io, e due o tre altri. La minoranza ha sempre ragione”.

ps.voglio pubblicare anche questo link con un brano tratto da Serpico, che trovo deciamente pertinente 😉

11 aprile 2012: torno per citare anche un altro film..
– come si sa se uno è matto? – beh, non sempre si sa.. dipende da quanta gente è convinta che tu lo sia. (da “Rusty il selvaggio”)