Video

Lo sbarco.


E’ qualche tempo che non scrivo post, sto andando a mille ultimamente e mi dispiace molto non soffermarmi ad aggiungere qualcosa. Da oggi senz’altro ricomincerò. E ricomincio postando questo piccolo video fatto di immagini per farvi ascoltare una mia canzone, “Lo sbarco”, la seconda che pubblico (dopo “Buon anno“) dell’album terminato quest’anno, il mondo dei giganti. Avevo provato, come tanti, a presentarla a Sanremo, ma non ha avuto fortuna.

Il brano (come tutti gli altri che lo succederanno) sarà in download gratuito sul mio sito http://www.montecristomusic.it 🙂

 

TESTO
 
Permesso, ho bussato e tutto il resto
ma mi è stato detto che non c’è posto per me
E io vengo lo stesso… perché sono cresciuto in un mondo
che è ormai compromesso e si è compromesso da sé
 
e dopo una vita che combatto
dopo una vita in cui ho sempre perso
dopo una vita in cui mi son distratto,
un momento soltanto..
e dopo una vita che rincorro
dopo una vita adesso scappo
dopo una vita ora sono costretto
ad arrivare fino a questo punto
 
E quando finalmente attracca  questa nave senza un porto
dopo una traversata folle ma  che non rinuncia mai a qualche morto
quando finalmente all’ alba scendo,  con tutto quello che ho sofferto
devo pure vedere gli abitanti di qua  che mi guardano storto..

 
Premesso… che ho bussato e tutto il resto
ma non è proprio come in quel “testo”
in cui dicono che “sarà aperto”.. a tutti anche a me
Fa lo stesso… corro il rischio che tanto il mio mondo
dai rifiuti è sommerso e un’alterntiva non c’è..
 
Dopo una vita a cercare di meglio
dopo una vita a cercare l’uscita
che sul pianeta ormai non si respira
che sulla terra non c’è quasi più anima viva..
Dopo una vita che non ho scelto
Pago per averla vissuta lo stesso
E ora vago nello spazio da spettro
Inseguo con altri un sacrosanto diritto..
sperando non venga guardato al rovescio..
 
E quando finalmente attracca questa nave senza un porto
dopo una traversata folle  ma che non rinuncia mai a qualche morto
quando finalmente all’alba scend, con quello che ho sofferto
devo pure sentirmi trattato già  come uno scarto..
 
Houston abbiamo un problema
c’è la navicella che trema
ma ancora un ultimo sforzo
e raggiungeremo la nostra meta
Houston c’è un altro un problema
per loro siamo una specie aliena
ma se ci dessero anche solo un pezzo
di questo loro florido Pianeta..
 
E quando finalmente attracca questa nave senza un porto
dopo una traversata folle ma che non rinuncia mai a qualche morto
Quando finalmente all’ alba scendo, con quello che ho sofferto
devo pure vedere gli abitanti di qua che ci guardano storto..
 

Sanremo (a)Social Club


4 RAGAZZI (E UNA CHITARRA) RICORRONO AL TAR. DIVERSO IL LIMITE DI ETA’ TRA I DUE CONCORSI CHE PORTANO AL FESTIVAL.

Premessa – Da anni “Sanremo giovani” prevedeva una formula: al Festival vero e proprio partecipavano in genere due o tre progetti (singoli o gruppi) vincitori di Area Sanremo (che ha cambiato molti nomi) e altri 8 circa che venivano selezionati dalla commissione. Dall’edizione di Bonolis in poi c’è stata una precisa attenzione ai fenomeni del web, del “mondo giovane”, per coinvolgere di più i ragazzi. Si è deciso di passare alla votazione online già a dicembre, o facendo votare i video per l’accesso al provino davanti alla commissione, o avviando addirittura la (definitiva!) votazione in un contest di serie C, per poi limitarsi a far esibire il primo l’ultima sera a tarda notte, ma senza incanalare su di esso la giusta attenzione (nè della stampa nè del pubblico). Di certo, far muovere e smuovere le canzoni online è un ottimo traino pubblicitario, anzi, incredibile, considerando soprattutto che a lavorare per Sanremo cercando le migliori vie di comunicazione e di divulgazione, guarda un pò, sono gli artisti stessi!! E chi meglio di loro.. grandissima genialata. Bisogna tuttavia dare atto all’organizzazione di aver dato l’occasione a molti ragazzi di avere un motivo per promuoversi ancora prima di essere selezionati.. Anch’io l’ho fatto in passato e lo rifarei, perchè no. Ma, a pensarci bene.. lo avrei fatto comunque, anche senza le magnifiche idee del nuovo festival che avanza. Insomma: mettiamo a verbale che molti artisti emergenti, invece di essere giudicati da una commissione (come meriterebbe il loro lavoro e la loro opera) e avere la chance che la RAI gli ha più o meno offerto negli anni passati, sono praticamente loro a “lavorare” per la tv di stato, più o meno da inizio dicembre fino a gennaio febbraio 🙂

Il fatto.
Quest’anno c’è Sanremo Social, che a dispetto del nome (e di tante altre cose..), invece di aiutare la musica emergente “asocializza” paradossalmente i giovani interpreti e i cantautori. La manifestazione infatti è aperta esclusivamente agli under 29 e una buona fetta di ragazzi viene esclusa, per la prima volta (prima il limite era di 36 anni), dalla possibilità di partecipare alle selezioni.
Peccato che invece l’iscrizione ad Area Sanremo, manifestazione che si svolge nel comune ligure a settembre, fosse aperta anche fino ai 36 anni. Tale manifestazione sono anni che gli fa incassare bei soldi, considerando che dura 5 giorni interi, che i gruppi pagano per partecipare circa 450 euro e i singoli 350. Oltre la partecipazione va pagato l’albergo per ognuno e certo Sanremo non è  economica. Per non parlare dei giorni “regalati” per il check in, che viene fatto anche uno o due giorni prima. Non finisce qui: tutti sperano di passare alla selezione successiva. Che è prevista sempre a Sanremo. Due settimane dopo, però. O un mese. E anche quella dopo ancora, più o meno stessa cadenza. Basta vedere certi vecchi bandi, che lo anticipavano a chi volesse iscriversi.

E così 4 ragazzi e un avvocato si sono rivolti al tar. Probabilmente però non avranno fortuna, per diversi motivi più o meno opinabili (come il fatto che non sarà permessa la sconfitta del festival e dalla rai) e uno più difficile da obiettare: da quello che so nessuna legge vieta agli organizzatori di disporre come meglio credono del proprio regolamento e delle varie sezioni. Resta però il fatto che c’è una palese anomalia e che si tratta di un concorso pubblico dove è avvenuto (e questo è invece inopinabile) un privilegio verso chi ha pagato molto di più e contribuito agli incassi del comune ospitante. Tutto a dimostrazione del fatto che l’interesse verso gli artisti è subordinato a troppi altri fattori, e soprattutto che l’ultima cosa di cui si preoccupa chi “vende” la musica (in qualsiasi senso) è la musica stessa. Per leggere l’articolo cliccare QUI 🙂

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