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Pavimento. – canzone


PAVIMENTO

Ti accorgi di quando / arriva il momento
dal suo semplice colpo / nello stomaco
e l’intonaco cede /con un po’ di vento,
dalla parete / del tuo cervello.

Ti accorgi di quando / quando è il momento
di vomitare tutto quello / che ti va, che hai dentro
E la maschera cade / grazie al sentimento
schiaccia la faccia lì / sul pavimento.

Ti sporgi senza / voler stare più attento
ché Platone vi ha rubato già / fin troppo tempo
e il tuo unico credo / ti porta il conto
lasciato nudo da / quel tuo autocontrollo..

Ora un brivido scende / proprio dietro al collo
come cera, poi, ti prende poi / per tutto il corpo
e la maschera rende / il suo posto al volto
crollando fredda lì / sul pavimento.

Tra dire e fare.


S:
Tra dire e fare.. in mezzo a volte c’è molto
meno di quanto si pensi
Tra dire e fare.. all’improvviso l’hai fatto
benvenuto nel club degli stronzi
Tradire e fare.. il giro del mondo in un giorno
per non esser scoperto
Tradire e negare.. finché proprio non sei costretto
“Ti posso spiegare tutto!”

…E una storia si perde…
nella tristezza delle scuse più assurde…

R:
Ti ho tradito perché mi hai trascurato
Ti ho tradito perché ero ubriaco
Ti ho tradito perché tu non mi hai mai capito
E anche perché sai mi sono sentito… tradito..!
Ti ho tradito perché mi stavo cercando
Mi sarei trovato, anche se non so quando
Ti ho tradito per salvare il nostro rapporto..
E pensavo anche “mi ringrazierà un giorno..”

S:
Tra dire e fare.. veloci cambi di abiti
profumi vari o capelli sui colletti
Tra dire e fare.. veloci cambi di alibi
e straordinari un po’ sospetti

E una storia si perde…
Nella tristezza delle scuse più assurde…

R:
Ti ho tradito perché mi hai trascurato
Ti ho tradito perché sono stato drogato!
Ti ho tradito perché tu non mi hai mai capito
E molte volte sai mi sono sentito… tradito…
Ti ho tradito perché stavo lontano
chiedo perdono perché in fondo errare è umano!
Ti ho tradito per salvare il nostro rapporto
E pensavo anche “mi ringrazierà un giorno..”

Ti ho tradito perché mi hai trascurato
Ti ho tradito perché ero ubriaco..
Ti ho tradito perché tu non mi hai mai capito
E molte volte sai mi sono sentito… tradito!
Ti ho tradito perché mi stavo cercando
Mi sarei trovato anche se non so quando
Ti ho tradito per salvare il nostro rapporto
E pensavo che mi avresti ringraziato un giorno!

Sexy point.


Dietro a quell’ultima parola non c’era il solito punto esclamativo che richiamava un entusiasmo amichevole, né i classici smaliziati puntini di sospensione che sembrano a volte non volersi sbilanciare con un “interpreta come vuoi” e altre invece essere fin troppo ammiccanti, scadendo nel banale. No, ci aveva messo un punto. E il punto rendeva il tutto maledettamente più serio. E il punto rendeva il tutto maledettamente più sexy.

Da una storia che sto scrivendo.

Il saggio Mai.


“Tu vieni qui, a cercar d’esser ascoltato, ma giungi nell’era in cui tutti parlano”

Credo che questo mi direbbe il vecchio sulla montagna, il saggio Mai, se io andassi a trovarlo, dicendogli che cerco di promuovere la mia musica su internet. E potrebbe dirmi anche che la soluzione è dentro di me. Lui che non capirebbe questa battuta, in effetti, perchè non segue la tv occidentale. Ma sicuramente mi farebbe notare che questa è l’epoca della democrazia (solo apparente) mediatica, dove tutti possono esprimersi e inquinare (inteso non in senso necessariamente negativo) la rete. Anche chi ci è arrivato timidamente ha cominciato a vedere questa mole incredibile di parole che viaggiavano a destra e manca, e piano piano si è “social”-mente inserito, fino a mostrarsi completamente nel suo narcisismo. E’ questa l’epoca in cui tutti hanno bisogno di dire qualcosa (lo sto facendo io stesso in questo momento..), di essere i primi a linkare una notizia, di dire la propria opinione, di rendersi divertenti, se possibile, in modo originale o parafrasando autori vecchi anche tre quarti di secolo senza nemmeno nominarli o citare le fonti. Adesso tutti sanno tutto senza aver “cercato” niente. Tempo fa se citavi la frase di Samuel Clemens (Mark Twain)  “il paradiso lo preferisco per il clima, l’inferno per la compagnia”, lasciavi denotare una parte di te, un interesse verso qualcosa, che avevi scoperto di tuo. Adesso invece chiunque penserebbe che l’hai appreso… dal web. Su Facebook. Attraverso un link! La conoscenza “donata” è una delle cose più belle che esistano, la conoscenza “immeritata” molto meno. Per quanto la condivisione sia una pratica meravigliosa e inequiparabile, da elogiare quale base dell’esistenza stessa. Ma anche lì, ci sarebbe da ridire: prima la condivisione era cercare attraverso una cosa che si apprezza un punto di contatto con l’altro. Adesso non si può dire che se io condivido un video di Sting, sia perchè non ho altro di meglio da fare.. E poi tutto equivale a niente. Se trovo 45 notifiche anche al giorno anche un evento che mi interessa davvero si perde nel marasma! E lo dimenticherò! E allo stesso modo mi capita di cercare il videoclip di un contatto facebook e, dopo aver aperto youtube, in poco tempo, di finire a vederne altri dieci diversi, che invadono lo spazio tra me e la mia meta iniziale solo perchè stanno lì, con l’unica “colpa” di offrirsi. E non solo, si badi bene, per mancanza di concentrazione (che sul web è anche giustificata), ma anche perchè di quel tale che m’ha chiesto di vederlo magari m’importa relativamente. Ma magari é un gran video! E alla fine, dopo aver visto il nuovo singolo di Zucchero, il litigio tra due parlamentari su La7, il nuovo featuring tra Milingo ed Eminem e un pezzo del backstage di un film americano sulla vita di un fachiro gay (perdendo anche minuti preziosi costretto dalla pubblicità dell’adsl e delle patatine surgelate), mi ritrovo a non sapere più per quale motivo avevo aperto youtube. Fino a rinunciare, dopo essermi spemuto e spremuto e spremuto, di ricordare.