L’artista di strada


2013-08-01 22-

Ciao amici, buona giornata innanzitutto.. Se avete tempo vi invito a vedere il mio corto “L’artista di strada”. Qui c’è il link (se da’ problemi a caricare provare con un altro browser) diretto alla pagina del corto e se vi va potete votarlo sulla stessa (in basso alla sinistra del video) per essere proiettato all’isola del cinema http://www.dailymotion.com/contest/urban_islands_2013/videos#video=x11kiaz

(Il corto:

Un artista di strada, nello specifico una “statua vivente” con le fattezze di un impiegato, lavora dall’alba fino a sera, attirando l’attenzione di molti curiosi e turisti che di continuo gettano soldi nel suo cappello poggiato in terra. A fine serata, si avvicina un uomo con fare furtivo…

Molto semplice, organizzato in un giorno e mezzo di vacanza l’estate scorsa e girato in due ore a ‪#‎PiazzaNavona‬  con Piero Grant e Gabriele Sirimarco. Un grazie speciale a Edoardo Montanari Giorgia Tropiano Roberto Contessa e Valerio Petroni)

Un abbraccio, e grazie!

Giorgio

Immagine

Pavimento. – canzone


PAVIMENTO

Ti accorgi di quando / arriva il momento
dal suo semplice colpo / nello stomaco
e l’intonaco cede /con un po’ di vento,
dalla parete / del tuo cervello.

Ti accorgi di quando / quando è il momento
di vomitare tutto quello / che ti va, che hai dentro
E la maschera cade / grazie al sentimento
schiaccia la faccia lì / sul pavimento.

Ti sporgi senza / voler stare più attento
ché Platone vi ha rubato già / fin troppo tempo
e il tuo unico credo / ti porta il conto
lasciato nudo da / quel tuo autocontrollo..

Ora un brivido scende / proprio dietro al collo
come cera, poi, ti prende poi / per tutto il corpo
e la maschera rende / il suo posto al volto
crollando fredda lì / sul pavimento.

Video

Vorrei sapere quando ti ho perso VIDEOCLIP


In questi giorni ho aggiunto al mio canale youtube il videoclip appena realizzato di “Vorrei sapere quando ti ho perso”, tratta dall’omonima poesia di Joyce Lussu, della quale parlai in un vecchio post.

Spero proprio che vi piaccia 🙂

 

Canzoni femmina.


Una donna è un po’ come una canzone: ci sono canzoni che sembrano colpirti al primo ascolto e altre che invece non ti vai a ricercare su internet o tra i tuoi mille dischi, e dovrà capitare di sentirle diverse volte prima di capirne il senso o la melodia, scoprire se ti piacciono davvero, comprenderne il reale valore. Prima di accorgerti che durante l’inciso c’è un dolcissimo violino che in altri ascolti non avevi mai notato o che nell’ultima strofa c’è una frase, alla quale, per la prima volta, dai un significato diverso dal solito. E può capitare addirittura di ascoltare un disco che non ci piace proprio e poi ritrovarlo dopo anni, magari un giorno che non si ha altro da mettere nel lettore, e accorgersi che  la traccia 9 è meravigliosa, ed era rimasta nascosta in quella palude tra la 8 e la 11. E invece è  un capolavoro. Almeno per noi. Ma è questo che importa. E potrebbe diventare la nostra canzone preferita, quella che mettiamo al primo posto in tutte le playlist.

A un’altra categoria appartengono naturalmente quelle canzoni la cui musicalità è così magnetica che per loro impazzisci sin dal primo ascolto, quelle che appena sentite tutti le ricantano, ballano, citano. Anche se spesso queste ultime sono proprio quelle che stancano con maggior facilità.

Video

Lo sbarco.


E’ qualche tempo che non scrivo post, sto andando a mille ultimamente e mi dispiace molto non soffermarmi ad aggiungere qualcosa. Da oggi senz’altro ricomincerò. E ricomincio postando questo piccolo video fatto di immagini per farvi ascoltare una mia canzone, “Lo sbarco”, la seconda che pubblico (dopo “Buon anno“) dell’album terminato quest’anno, il mondo dei giganti. Avevo provato, come tanti, a presentarla a Sanremo, ma non ha avuto fortuna.

Il brano (come tutti gli altri che lo succederanno) sarà in download gratuito sul mio sito http://www.montecristomusic.it 🙂

 

TESTO
 
Permesso, ho bussato e tutto il resto
ma mi è stato detto che non c’è posto per me
E io vengo lo stesso… perché sono cresciuto in un mondo
che è ormai compromesso e si è compromesso da sé
 
e dopo una vita che combatto
dopo una vita in cui ho sempre perso
dopo una vita in cui mi son distratto,
un momento soltanto..
e dopo una vita che rincorro
dopo una vita adesso scappo
dopo una vita ora sono costretto
ad arrivare fino a questo punto
 
E quando finalmente attracca  questa nave senza un porto
dopo una traversata folle ma  che non rinuncia mai a qualche morto
quando finalmente all’ alba scendo,  con tutto quello che ho sofferto
devo pure vedere gli abitanti di qua  che mi guardano storto..

 
Premesso… che ho bussato e tutto il resto
ma non è proprio come in quel “testo”
in cui dicono che “sarà aperto”.. a tutti anche a me
Fa lo stesso… corro il rischio che tanto il mio mondo
dai rifiuti è sommerso e un’alterntiva non c’è..
 
Dopo una vita a cercare di meglio
dopo una vita a cercare l’uscita
che sul pianeta ormai non si respira
che sulla terra non c’è quasi più anima viva..
Dopo una vita che non ho scelto
Pago per averla vissuta lo stesso
E ora vago nello spazio da spettro
Inseguo con altri un sacrosanto diritto..
sperando non venga guardato al rovescio..
 
E quando finalmente attracca questa nave senza un porto
dopo una traversata folle  ma che non rinuncia mai a qualche morto
quando finalmente all’alba scend, con quello che ho sofferto
devo pure sentirmi trattato già  come uno scarto..
 
Houston abbiamo un problema
c’è la navicella che trema
ma ancora un ultimo sforzo
e raggiungeremo la nostra meta
Houston c’è un altro un problema
per loro siamo una specie aliena
ma se ci dessero anche solo un pezzo
di questo loro florido Pianeta..
 
E quando finalmente attracca questa nave senza un porto
dopo una traversata folle ma che non rinuncia mai a qualche morto
Quando finalmente all’ alba scendo, con quello che ho sofferto
devo pure vedere gli abitanti di qua che ci guardano storto..
 

Tra dire e fare.


S:
Tra dire e fare.. in mezzo a volte c’è molto
meno di quanto si pensi
Tra dire e fare.. all’improvviso l’hai fatto
benvenuto nel club degli stronzi
Tradire e fare.. il giro del mondo in un giorno
per non esser scoperto
Tradire e negare.. finché proprio non sei costretto
“Ti posso spiegare tutto!”

…E una storia si perde…
nella tristezza delle scuse più assurde…

R:
Ti ho tradito perché mi hai trascurato
Ti ho tradito perché ero ubriaco
Ti ho tradito perché tu non mi hai mai capito
E anche perché sai mi sono sentito… tradito..!
Ti ho tradito perché mi stavo cercando
Mi sarei trovato, anche se non so quando
Ti ho tradito per salvare il nostro rapporto..
E pensavo anche “mi ringrazierà un giorno..”

S:
Tra dire e fare.. veloci cambi di abiti
profumi vari o capelli sui colletti
Tra dire e fare.. veloci cambi di alibi
e straordinari un po’ sospetti

E una storia si perde…
Nella tristezza delle scuse più assurde…

R:
Ti ho tradito perché mi hai trascurato
Ti ho tradito perché sono stato drogato!
Ti ho tradito perché tu non mi hai mai capito
E molte volte sai mi sono sentito… tradito…
Ti ho tradito perché stavo lontano
chiedo perdono perché in fondo errare è umano!
Ti ho tradito per salvare il nostro rapporto
E pensavo anche “mi ringrazierà un giorno..”

Ti ho tradito perché mi hai trascurato
Ti ho tradito perché ero ubriaco..
Ti ho tradito perché tu non mi hai mai capito
E molte volte sai mi sono sentito… tradito!
Ti ho tradito perché mi stavo cercando
Mi sarei trovato anche se non so quando
Ti ho tradito per salvare il nostro rapporto
E pensavo che mi avresti ringraziato un giorno!

Video

BUON ANNO – VIDEOCLIP


Vi invito per un video che ho girato questo mese e che spero possa essere un piacevole sottofondo per queste vostre giornate ma soprattutto simboleggi una speranza che va oltre, visto il periodo che attraversiamo in molti. Ha per protagonisti lavoratori e commercianti, persone che rappresentano chi va avanti per la propria strada con fierezza, nonostante il banale e puntuale ripetersi di palesi paradossi e insulti alla nostra intelligenza da parte dei media e della classe dirigente… e nonostante tutto il fumo che ci viene venduto ogni volta come se fosse la prima. Incredibilmente, ogni volta, come fosse la prima. Un tutto, un giro che è sempre lo stesso, ma diverso se accanto alle persone che amiamo.

E’ una canzone semplice di speranza, scritta in realtà per motivi personali un po’ di tempo fa, in seguito a una serie di liete circostanze che mi capitarono dopo una fase complicata. Ci sono momenti che ci portano giù, anche parecchio, anche a fondo, ma poi ce ne saranno sicuramente altri che ci faranno tornare morale, che ci daranno forza, che ci ricorderanno che dobbiamo fare il possibile per riprendere la nostra strada più convinti di prima.

brano in downolad gratuito su http://www.montecristomusic.it  (L’intero album sarà in download gratuito con l’inserimento graduale dei 12 brani sul sito o sulla pagina http://www.facebook.com/montecristofficial)

buon anno futura md2

I brani dell’album IL MONDO DEI GIGANTI in download gratuito cliccando “partecipa” sulla pagina facebook QUI

Maledetto vento (Chè una lacrima non conta).


Mi sono accorto di non aver mai messo il testo di una mia canzone inedita qui. E in fondo ne ho tante e non credo che avrò mai il problema del testo già edito che quindi non può andare a Sanremo, sia perché, appunto, eventualmente ne avrò altre, sia perché, questo molto probabilmente, non andrò mai a Sanremo 🙂 Comincio con questa che si intitola provvisoriamente “Chè una lacrima non conta”. Il testo non riguarda un singolo addio, ma è più una visione cinematografica, una serie di situazioni vissute che nella mia immaginazione si sono mischiate tra loro.

MALEDETTO VENTO (CHE UNA LACRIMA NON CONTA)

Sto bene come prima, matematicamente
Quand’ero in un vecchio quadro, libero e felice
Posso tornare indietro come fosse niente
Come prim’ancora che crescesse la radice.
Lo vedi che poi capita di lasciarsi in piedi
Proprio così come ci si era incontrati
E che certi giorni vengono col freddo
e ti fanno capire che vi eravate già lasciati
E che certi segni hanno diretta discendenza
Su altri un po’ più piccoli che poi cresceranno
E ti saranno accanto con la loro esperienza
E se ne staranno lì, anche se cicatrizzeranno.

So che mi perdonerai, se in circostanze simili
giuro che sto bene, ti sorrido e mento
Ti sistemo il bavero e cerco scuse inutili
chè una lacrima non conta nel maledetto vento…
Una lacrima non conta nel maledetto vento.
 

Torno da dove venivo, matematicamente
Quand’ero in un vecchio libro, senza l’appendice
Posso tornare indietro restando sempre forte
Ma chi è davvero forte probabilmente non lo dice.
Lo vedi che poi capitano imbarazzi dimenticati
quando eravate insieme semplici e spontanei
Noti certi gesti che ritornano formali
e che siete quegli stessi, uguali e reduci, due estranei.
 
So che mi perdonerai, se in circostanze simili
giuro che sto bene, ti sorrido e mento
Ti sistemo il bavero e cerco scuse inutili
chè una lacrima non conta… maledetto vento…
… maledetto vento.

 
Si contamina il silenzio degli occhi miei d’argento
mentre cerchiamo di sorridere sviando in cose stupide
proprio come facevamo la sera del nostro incontro
in quel punto mai scoperto prima del lungotevere
Lo vedi, certi segni sono solo un’apparenza
Fa freddo ed è normale, funziona così la ghiandola
Il fisico sorprende anche se faccio resistenza
La stringo e forse piango, o forse fingo, salutandola
 
So che mi perdonerai, se in circostanze simili
giuro che sto bene, ti sorrido e mento
Ti sistemo il bavero e cerco scuse inutili
chè una lacrima non conta nel maledetto vento…
So che mi perdonerai, se in circostanze simili
giuro che sto bene, ti sorrido e mento
Ti sistemo il bavero e cerco scuse inutili
chè una lacrima non conta nel maledetto vento…

Lucio Dalla, e lo spirito dell’artista.


Anni fa su youtube vidi Dalla che faceva la promozione di un libro, su richiesta dell’autore stesso, che non si sapeva chi fosse. Era un ragazzo che lo aveva fermato all’entrata di un negozio, e gliel’aveva chiesto. Qualcosa del genere. Cercherò per ricordare meglio. E Dalla l’aveva fatto con interesse, senza mostrare la minima insofferenza o fastidio, s’era buttato immediatamente, senza sapere chi fosse quello. Secondo me si può misurare la grandezza e soprattutto la forza di un’artista anche da queste piccole cose.Personalmente lo scoprii meglio intorno ai 15 anni, tramite Henna, un disco strano, che forse non fu il miglior approccio che potessi avere con lui. Non conoscevo ancora la sua discografia ma ho fatto in modo di procurarmela in seguito, per la grande stima nutrita verso di lui umanamente. Ogni volta la stessa sensazione di vedere prima dell’artista infinito e multiforme, un uomo, un essere umano, una persona degna di rispetto. Il modo di essere, le parole usate, la grande voglia di cambiare senza preoccuparsi troppo. La grande forza artistica inequiparabile se si guarda molti altri. Anche se si guarda altri che ammiro allo stesso modo: non hanno la stessa grandezza forse nel concedersi alla gente, nel non preoccuparsi se si va a Sanremo (roba mediocre per un divo) pur di portarci un giovanissimo (Carone), cosa che avrebbero il potere di fare tanti altri grandi, come lei e Zero, Baglioni, De Gregori, Venditti, Mannoia, Vasco, Paoli, Branduardi. Questa gente ha il potere di fare il cazzo che vuole, se vuole. Perchè è dagli dei che deve partire l’aiuto verso il settore. Anche fossero pischelli che raccontano banalità perchè hanno sedici anni. E come Zeus si fingeva un vecchio per aiutare Teseo e dargli consigli. Ma voi, cari poeti letterati e grandi pensatori con le vostre rime e i vostri versi.. non impariamo niente dalla nostra cultura stessa? E allora a che serve il vostro lavoro? A preoccuparvi dei vostri alloggi esotici o della società in cui vivono i vostri milioni di fan?
Pochi mesi fa, al”N’importe quoi”, Carboni raccontò, intervistato dal giornalista Stefano Mannucci, di come da giovane riuscì a far conoscere la sua musica a Dalla (e Curreri) portandogli i testi in trattoria. Da lì partì la sua carriera. Chi ama davvero la musica cerca, trova e aiuta anche la musica degli altri a venir fuori. Sapevo già dell’attenzione di Dalla verso i giovani (verso tutti gli artisti, in realtà) e della sua intelligenza e intuito. Sapevo che era diverso dagli altri. Sapevo cha aveva faticato tantissimo con i primi dischi, ma quel direttore artistico aveva creduto in lui fino a un fatidico Sanremo di 40 anni fa, in cui si consacrò. Pensai: anch’io devo trovare il mio Dalla. Ma scusa.. si vive una volta.. e se invece andassi proprio da lui? Sarebbe stata in ogni caso un’ottima scusa per conoscerlo. Beh, adesso posso pensare comunque che, in modo diverso, quando vorrò sarà lui a venirmi a trovare, mentre scrivo.