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Pavimento. – canzone


PAVIMENTO

Ti accorgi di quando / arriva il momento
dal suo semplice colpo / nello stomaco
e l’intonaco cede /con un po’ di vento,
dalla parete / del tuo cervello.

Ti accorgi di quando / quando è il momento
di vomitare tutto quello / che ti va, che hai dentro
E la maschera cade / grazie al sentimento
schiaccia la faccia lì / sul pavimento.

Ti sporgi senza / voler stare più attento
ché Platone vi ha rubato già / fin troppo tempo
e il tuo unico credo / ti porta il conto
lasciato nudo da / quel tuo autocontrollo..

Ora un brivido scende / proprio dietro al collo
come cera, poi, ti prende poi / per tutto il corpo
e la maschera rende / il suo posto al volto
crollando fredda lì / sul pavimento.

Video

Vorrei sapere quando ti ho perso VIDEOCLIP


In questi giorni ho aggiunto al mio canale youtube il videoclip appena realizzato di “Vorrei sapere quando ti ho perso”, tratta dall’omonima poesia di Joyce Lussu, della quale parlai in un vecchio post.

Spero proprio che vi piaccia 🙂

 

Video

Lo sbarco.


E’ qualche tempo che non scrivo post, sto andando a mille ultimamente e mi dispiace molto non soffermarmi ad aggiungere qualcosa. Da oggi senz’altro ricomincerò. E ricomincio postando questo piccolo video fatto di immagini per farvi ascoltare una mia canzone, “Lo sbarco”, la seconda che pubblico (dopo “Buon anno“) dell’album terminato quest’anno, il mondo dei giganti. Avevo provato, come tanti, a presentarla a Sanremo, ma non ha avuto fortuna.

Il brano (come tutti gli altri che lo succederanno) sarà in download gratuito sul mio sito http://www.montecristomusic.it 🙂

 

TESTO
 
Permesso, ho bussato e tutto il resto
ma mi è stato detto che non c’è posto per me
E io vengo lo stesso… perché sono cresciuto in un mondo
che è ormai compromesso e si è compromesso da sé
 
e dopo una vita che combatto
dopo una vita in cui ho sempre perso
dopo una vita in cui mi son distratto,
un momento soltanto..
e dopo una vita che rincorro
dopo una vita adesso scappo
dopo una vita ora sono costretto
ad arrivare fino a questo punto
 
E quando finalmente attracca  questa nave senza un porto
dopo una traversata folle ma  che non rinuncia mai a qualche morto
quando finalmente all’ alba scendo,  con tutto quello che ho sofferto
devo pure vedere gli abitanti di qua  che mi guardano storto..

 
Premesso… che ho bussato e tutto il resto
ma non è proprio come in quel “testo”
in cui dicono che “sarà aperto”.. a tutti anche a me
Fa lo stesso… corro il rischio che tanto il mio mondo
dai rifiuti è sommerso e un’alterntiva non c’è..
 
Dopo una vita a cercare di meglio
dopo una vita a cercare l’uscita
che sul pianeta ormai non si respira
che sulla terra non c’è quasi più anima viva..
Dopo una vita che non ho scelto
Pago per averla vissuta lo stesso
E ora vago nello spazio da spettro
Inseguo con altri un sacrosanto diritto..
sperando non venga guardato al rovescio..
 
E quando finalmente attracca questa nave senza un porto
dopo una traversata folle  ma che non rinuncia mai a qualche morto
quando finalmente all’alba scend, con quello che ho sofferto
devo pure sentirmi trattato già  come uno scarto..
 
Houston abbiamo un problema
c’è la navicella che trema
ma ancora un ultimo sforzo
e raggiungeremo la nostra meta
Houston c’è un altro un problema
per loro siamo una specie aliena
ma se ci dessero anche solo un pezzo
di questo loro florido Pianeta..
 
E quando finalmente attracca questa nave senza un porto
dopo una traversata folle ma che non rinuncia mai a qualche morto
Quando finalmente all’ alba scendo, con quello che ho sofferto
devo pure vedere gli abitanti di qua che ci guardano storto..
 

Tra dire e fare.


S:
Tra dire e fare.. in mezzo a volte c’è molto
meno di quanto si pensi
Tra dire e fare.. all’improvviso l’hai fatto
benvenuto nel club degli stronzi
Tradire e fare.. il giro del mondo in un giorno
per non esser scoperto
Tradire e negare.. finché proprio non sei costretto
“Ti posso spiegare tutto!”

…E una storia si perde…
nella tristezza delle scuse più assurde…

R:
Ti ho tradito perché mi hai trascurato
Ti ho tradito perché ero ubriaco
Ti ho tradito perché tu non mi hai mai capito
E anche perché sai mi sono sentito… tradito..!
Ti ho tradito perché mi stavo cercando
Mi sarei trovato, anche se non so quando
Ti ho tradito per salvare il nostro rapporto..
E pensavo anche “mi ringrazierà un giorno..”

S:
Tra dire e fare.. veloci cambi di abiti
profumi vari o capelli sui colletti
Tra dire e fare.. veloci cambi di alibi
e straordinari un po’ sospetti

E una storia si perde…
Nella tristezza delle scuse più assurde…

R:
Ti ho tradito perché mi hai trascurato
Ti ho tradito perché sono stato drogato!
Ti ho tradito perché tu non mi hai mai capito
E molte volte sai mi sono sentito… tradito…
Ti ho tradito perché stavo lontano
chiedo perdono perché in fondo errare è umano!
Ti ho tradito per salvare il nostro rapporto
E pensavo anche “mi ringrazierà un giorno..”

Ti ho tradito perché mi hai trascurato
Ti ho tradito perché ero ubriaco..
Ti ho tradito perché tu non mi hai mai capito
E molte volte sai mi sono sentito… tradito!
Ti ho tradito perché mi stavo cercando
Mi sarei trovato anche se non so quando
Ti ho tradito per salvare il nostro rapporto
E pensavo che mi avresti ringraziato un giorno!

Video

BUON ANNO – VIDEOCLIP


Vi invito per un video che ho girato questo mese e che spero possa essere un piacevole sottofondo per queste vostre giornate ma soprattutto simboleggi una speranza che va oltre, visto il periodo che attraversiamo in molti. Ha per protagonisti lavoratori e commercianti, persone che rappresentano chi va avanti per la propria strada con fierezza, nonostante il banale e puntuale ripetersi di palesi paradossi e insulti alla nostra intelligenza da parte dei media e della classe dirigente… e nonostante tutto il fumo che ci viene venduto ogni volta come se fosse la prima. Incredibilmente, ogni volta, come fosse la prima. Un tutto, un giro che è sempre lo stesso, ma diverso se accanto alle persone che amiamo.

E’ una canzone semplice di speranza, scritta in realtà per motivi personali un po’ di tempo fa, in seguito a una serie di liete circostanze che mi capitarono dopo una fase complicata. Ci sono momenti che ci portano giù, anche parecchio, anche a fondo, ma poi ce ne saranno sicuramente altri che ci faranno tornare morale, che ci daranno forza, che ci ricorderanno che dobbiamo fare il possibile per riprendere la nostra strada più convinti di prima.

brano in downolad gratuito su http://www.montecristomusic.it  (L’intero album sarà in download gratuito con l’inserimento graduale dei 12 brani sul sito o sulla pagina http://www.facebook.com/montecristofficial)

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I brani dell’album IL MONDO DEI GIGANTI in download gratuito cliccando “partecipa” sulla pagina facebook QUI

Ancora (+ auguri)


Inserisco canzone che si intitola “Ancora” e non sarà nel nuovo album (il cui primo brano, “Buon anno”, sarà online in questi giorni) ma che ha un filo diretto proprio con “Buon anno”.
Approfitto per augurare a quanti passeranno o sono passati di qui delle serene festività!

ANCORA

Ancora sorprendono i giorni
e se ne sorprendono i cinici
Ancora infornano i forni
e predicano i parroci
Ancora si levano gli ormeggi
per poi andare chissà dove
Ancora pascolano le greggi
coi difetti e pregi… del pastore

Ancora si scordano le notti
e tremano gli stomaci
Ancora ridono i matti
e impazziscono gli ironici
Ancora sbagliano le leggi
anche quelle dell’amore
Che non appena le correggi, ti accorgi…
che già stanno per cambiare
…cambiare…

Come dicevi un temporale
non basta
a cambiare il mondo
Come dicevi un temporale
non basta
a cambiare il mondo

Ancora s’invertono le parti
anche degli uomini metodici
Ancora perdono i più forti
contro quelli più diabolici
Ancora affascinano i viaggi
nei posti più lontani
Ieri come oggi
e forse anche domani

Ancora si aprono le botti
anche senza luna piena
Ancora s’inscenano le arti
nell’arte di ogni scena
Ancora insegnano i più saggi
l’amore è come l’aurora:
Ti trova anche nei rifugi
che tu… non hai scoperto ancora…
…ancora…

Come dicevi un temporale
non basta
a cambiare il mondo
Come dicevi un tempo amore
non basta
l’amore soltanto..

Come dicevi un temporale
non basta
a cambiare il mondo
Come dicevi un temporale
non basta
a cambiare il mondo

Come dicevi un temporale
non basta
a fertilizzare il mondo
Come dicevi un tempo amore
non basta
l’amore soltanto..

Maledetto vento (Chè una lacrima non conta).


Mi sono accorto di non aver mai messo il testo di una mia canzone inedita qui. E in fondo ne ho tante e non credo che avrò mai il problema del testo già edito che quindi non può andare a Sanremo, sia perché, appunto, eventualmente ne avrò altre, sia perché, questo molto probabilmente, non andrò mai a Sanremo 🙂 Comincio con questa che si intitola provvisoriamente “Chè una lacrima non conta”. Il testo non riguarda un singolo addio, ma è più una visione cinematografica, una serie di situazioni vissute che nella mia immaginazione si sono mischiate tra loro.

MALEDETTO VENTO (CHE UNA LACRIMA NON CONTA)

Sto bene come prima, matematicamente
Quand’ero in un vecchio quadro, libero e felice
Posso tornare indietro come fosse niente
Come prim’ancora che crescesse la radice.
Lo vedi che poi capita di lasciarsi in piedi
Proprio così come ci si era incontrati
E che certi giorni vengono col freddo
e ti fanno capire che vi eravate già lasciati
E che certi segni hanno diretta discendenza
Su altri un po’ più piccoli che poi cresceranno
E ti saranno accanto con la loro esperienza
E se ne staranno lì, anche se cicatrizzeranno.

So che mi perdonerai, se in circostanze simili
giuro che sto bene, ti sorrido e mento
Ti sistemo il bavero e cerco scuse inutili
chè una lacrima non conta nel maledetto vento…
Una lacrima non conta nel maledetto vento.
 

Torno da dove venivo, matematicamente
Quand’ero in un vecchio libro, senza l’appendice
Posso tornare indietro restando sempre forte
Ma chi è davvero forte probabilmente non lo dice.
Lo vedi che poi capitano imbarazzi dimenticati
quando eravate insieme semplici e spontanei
Noti certi gesti che ritornano formali
e che siete quegli stessi, uguali e reduci, due estranei.
 
So che mi perdonerai, se in circostanze simili
giuro che sto bene, ti sorrido e mento
Ti sistemo il bavero e cerco scuse inutili
chè una lacrima non conta… maledetto vento…
… maledetto vento.

 
Si contamina il silenzio degli occhi miei d’argento
mentre cerchiamo di sorridere sviando in cose stupide
proprio come facevamo la sera del nostro incontro
in quel punto mai scoperto prima del lungotevere
Lo vedi, certi segni sono solo un’apparenza
Fa freddo ed è normale, funziona così la ghiandola
Il fisico sorprende anche se faccio resistenza
La stringo e forse piango, o forse fingo, salutandola
 
So che mi perdonerai, se in circostanze simili
giuro che sto bene, ti sorrido e mento
Ti sistemo il bavero e cerco scuse inutili
chè una lacrima non conta nel maledetto vento…
So che mi perdonerai, se in circostanze simili
giuro che sto bene, ti sorrido e mento
Ti sistemo il bavero e cerco scuse inutili
chè una lacrima non conta nel maledetto vento…

Vorrei sapere quando ti ho perso


Tempo fa ho musicato il testo di “Vorrei sapere quando ti ho perso”, una poesia di Joyce Lussu, poetessa fiorentina (1912-1998), scrittrice, partigiana, personaggio che ha lottato per la cultura e nella vita politica al fianco del suo secondo marito, della quale vi invito a leggere la biografia  (link su wikipedia:  http://it.wikipedia.org/wiki/Joyce_Lussu).  Desideravo davvero tanto poter utilizzare nel mio prossimo disco questa canzone e temevo le difficoltà tra diritti d’autore, richieste degli eredi e/o dell’editore. Finchè non ho conosciuto telefonicamente quest’ultimo, gentilissimo, e successivamente incontrato il figlio dell’autrice, Giovanni, che mi ha ospitato nel suo studio e col quale ho avuto una conversazione davvero piacevole, sul mondo della musica della scrittura e sull’evoluzione artistica in Italia. Mi ha dato il permesso per incidere la canzone nel disco firmandomi un documento e sono davvero felicissimo di questo perchè  tengo molto alla canzone e sono onorato, nel mio piccolo, di poter omaggiare la Lussu.

LA POESIA – La poesia mi ha colpito per la semplicità disarmante con cui la Lussu descrive il suo stato d’animo. Una forma di malinconia che incontriamo tutti, e che tutti noi abbiamo visto o sentito attraverso racconti, canzoni,  film, dove viene raccontata la sofferenza di chi è stato lasciato, di qualcosa che si è rotto, spezzato, distrutto. Non però nel modo che sceglie l’autrice in questo caso, che cerca di capire, “carpire” in mezzo a mille miliardi, se esiste, il momento preciso in cui il suo partner non l’ha più vista nello stesso modo. Il momento preciso in cui lui si è accorto di non amarla, non amarla più, o semplicemente di non amare una parte importante di lei, un suo gesto, un suo modo di parlare, un’irrilevante attimo, una superflua scelta, l’accendersi una sigaretta, il tirar su la lampo degli stivali, il girare la pasta, un respiro. Scoprire che qualcuno non è più interessato a noi, attratto, stimolato dalla nostra presenza è forse più scioccante dell’essere lasciati. Ancor più scioccante è tornare indietro con la mente e scoprire di non essersi accorti di quel momento, di quel nostro tornare “normali”, dallo status di “anima gemella” a quello di persona qualsiasi, come se fosse una nostra caduta, come se fosse “colpa” nostra, non essendo stati abbastanza sul pezzo, in grado di reggere il confronto col personaggio inziale e il peso del farsi conoscere fino in fondo. E’ questo il punto, perchè la Lussu sa benissimo che non è un singolo evento a determinare il disamoramento, ma più un lentissimo effetto domino, spesso inevitabile. Eppure c’è un momento che da inizio a quell’effetto difficilmente reversibile.

Una poesia che dimostra e insegna quanto non sia la forma o la tecnica con cui si scrive quello che rende tale una poesia, ma la profondità emotiva, la creatività più sensibile a attenta che sa riconoscere e individuare anche con estrema semplicità gli elementi più significativi da trasmettere.

VORREI SAPERE QUANDO TI HO PERSO

Vorrei sapere quando ti ho perso

in quale data in che momento

forse quel martedì ch’ero triste

o un mese prima d’averti visto

forse quella domenica pomeriggio

ch’ero allegra e parlavo troppo di me

forse in una data remota

inesplicabile e ignota

come il tre marzo del millenovecentotré

Vorrei sapere dove ti ho perso

in che punto preciso della città

forse davanti ad un semaforo

forse in un bar o in una stanza

forse dentro ad un sorriso

forse lungo una lacrima

che colava giù per una guancia

forse tra le aureole gialle dei lampadari

sospese nella nebbia dei viali.

Vorrei sapere perché ti ho perso

il motivo la necessità dell’errore

forse perché non c’è tempo

o perché c’è stato l’inverno

e adesso viene la primavera

ma con tanto poco sole

tra i muri d’acciaio e cemento

che tremano per il rumore

delle macchine,delle fabbriche,degli ascensori.

Ma non voglio sapere che ti ho perso

che ti ho perso e dove e quando e perché.

(Joyce Lussu)

 

AGGIORNAMENTO 03maggio2013:

pubblicato in questi giorni il videoclip 😉 ecco il link:

http://www.youtube.com/watch?v=e2blml5W9Yg