Lucio Dalla, e lo spirito dell’artista.


Anni fa su youtube vidi Dalla che faceva la promozione di un libro, su richiesta dell’autore stesso, che non si sapeva chi fosse. Era un ragazzo che lo aveva fermato all’entrata di un negozio, e gliel’aveva chiesto. Qualcosa del genere. Cercherò per ricordare meglio. E Dalla l’aveva fatto con interesse, senza mostrare la minima insofferenza o fastidio, s’era buttato immediatamente, senza sapere chi fosse quello. Secondo me si può misurare la grandezza e soprattutto la forza di un’artista anche da queste piccole cose.Personalmente lo scoprii meglio intorno ai 15 anni, tramite Henna, un disco strano, che forse non fu il miglior approccio che potessi avere con lui. Non conoscevo ancora la sua discografia ma ho fatto in modo di procurarmela in seguito, per la grande stima nutrita verso di lui umanamente. Ogni volta la stessa sensazione di vedere prima dell’artista infinito e multiforme, un uomo, un essere umano, una persona degna di rispetto. Il modo di essere, le parole usate, la grande voglia di cambiare senza preoccuparsi troppo. La grande forza artistica inequiparabile se si guarda molti altri. Anche se si guarda altri che ammiro allo stesso modo: non hanno la stessa grandezza forse nel concedersi alla gente, nel non preoccuparsi se si va a Sanremo (roba mediocre per un divo) pur di portarci un giovanissimo (Carone), cosa che avrebbero il potere di fare tanti altri grandi, come lei e Zero, Baglioni, De Gregori, Venditti, Mannoia, Vasco, Paoli, Branduardi. Questa gente ha il potere di fare il cazzo che vuole, se vuole. Perchè è dagli dei che deve partire l’aiuto verso il settore. Anche fossero pischelli che raccontano banalità perchè hanno sedici anni. E come Zeus si fingeva un vecchio per aiutare Teseo e dargli consigli. Ma voi, cari poeti letterati e grandi pensatori con le vostre rime e i vostri versi.. non impariamo niente dalla nostra cultura stessa? E allora a che serve il vostro lavoro? A preoccuparvi dei vostri alloggi esotici o della società in cui vivono i vostri milioni di fan?
Pochi mesi fa, al”N’importe quoi”, Carboni raccontò, intervistato dal giornalista Stefano Mannucci, di come da giovane riuscì a far conoscere la sua musica a Dalla (e Curreri) portandogli i testi in trattoria. Da lì partì la sua carriera. Chi ama davvero la musica cerca, trova e aiuta anche la musica degli altri a venir fuori. Sapevo già dell’attenzione di Dalla verso i giovani (verso tutti gli artisti, in realtà) e della sua intelligenza e intuito. Sapevo che era diverso dagli altri. Sapevo cha aveva faticato tantissimo con i primi dischi, ma quel direttore artistico aveva creduto in lui fino a un fatidico Sanremo di 40 anni fa, in cui si consacrò. Pensai: anch’io devo trovare il mio Dalla. Ma scusa.. si vive una volta.. e se invece andassi proprio da lui? Sarebbe stata in ogni caso un’ottima scusa per conoscerlo. Beh, adesso posso pensare comunque che, in modo diverso, quando vorrò sarà lui a venirmi a trovare, mentre scrivo.

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